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mercoledì 7 gennaio 2015

Sun 281: "Great Balls of Fire" di Jerry Lee Lewis

Subito dopo "Whole Lotta Shakin' Goin' On", che vi abbiamo presentato qui, ci occupiamo ancora di un brano di Jerry Lee Lewis per la Sun Records, destinato a divenire un classico del Rock 'n' Roll.

Abbiamo già visto come Sam Phillips fosse solito lasciar scorrere il registratore, mentre Jerry Lee ripercorreva il suo apparentemente inesauribile repertorio.

Però, nel caso di "Great Balls of Fire", le cose andarono differentemente, perché questo fu -in realtà- un tentativo studiato a tavolino, per sfondare nel mercato dei ragazzini, che stavano diventando una componente sempre più importante del panorama discografico.

Tra l'altro, Sam Phillips era stato scottato dal relativamente scarso successo che Carl Perkins e Johnny Cash avevano avuto con il loro secondo disco e così, questa volta, era intenzionato a non lasciare nulla al caso.

Subito dopo la sua apparizione allo Steve Allen Show, Jerry Lee Lewis era stato scritturato per "Disc Jockey Jamboree", uno di quei filmetti allora di moda, il cui unico obiettivo era stipare nel minor tempo possibile il maggior numero di interpreti e canzoni.

Il titolo "Great Balls of Fire" era stato proposto inizialmente a Carl Perkins, ma venne poi girato a Jerry Lee, che vi lavorò a lungo (almeno... per gli standard dell'epoca), ricercando più il sicuro effetto immediato che la complessità stilistica.

E così, tra l'altro, nel famoso assolo al piano, possiamo ascoltare prima quattro glissandi e poi la stessa nota, martellata per diverse battute.

Film e disco uscirono nel Novembre 1957 e, come era facile attendersi, entrambi ebbero grande successo.

Purtroppo, però, nel giro di poche settimane, Jerry Lee Lewis commise un suicidio mediatico, sposando Myra Gale, una cugina appena tredicenne.

Questa vicenda extramusicale provocò un grosso scandalo presso il pubblico americano ed europeo e, quindi, un blocco nella carriera di Jerry Lee, che durò almeno un decennio.

Ma avremo modo di parlarvi dei tentativi della Sun Records, per porre rimedio a questa catastrofe economica, nell'ultimo singolo di questa casa discografica che, tra non molto, vi presenteremo.

Per ora, gustiamoci l'energia travolgente di "Great Balls of Fire", sia nel 45 giri, sia nella versione cinematografica.

Tra l'altro, in questo film dedicato al da molti disprezzato Rock 'n' Roll, comparvero anche Count Basie e la sua Orchestra, che accompagnarono Joe Williams.

Eccovi, allora, anche il loro video, a testimonianza del fatto che l'unica differenza che per noi conta non è tra generi musicali diversi -per i quali schierarsi, in una parodia del tifo sportivo- ma tra musica bella o brutta...




domenica 30 novembre 2014

Sun 267: "Whole Lotta Shakin' Goin' On" di Jerry Lee Lewis

Che cosa si può dire di "Whole Lotta Shakin' Goin' On", che non sia già stato detto?

Dopo il suo esordio discografico -che vi abbiamo raccontato qui- Jerry Lee Lewis ritornò in sala d'incisione, per quello che sarebbe diventato un brano fondamentale non solo della sua carriera, ma di tutta la storia del Rock 'n' Roll.

Sam Phillips aveva capito che il modo giusto per ottenere il meglio da Jerry Lee consisteva nell'accendere l'apparecchio di registrazione e lasciare che il giovane cantante e pianista desse sfogo a tutta la propria esuberanza artistica e ormonale.

"Whole Lotta Shakin' Goin' On" era un brano già noto da tempo e noi oggi vi proponiamo le due notevoli e tra loro differenti versioni di Roy Hall e Big Maybelle, che amiamo particolarmente, ma...

E' fuori di dubbio che Jerry Lee Lewis portò linfa nuova a questo pezzo, che da allora è indissolubilmente legato al suo nome.

Infatti, la versione di Roy Hall tendeva verso il "Country" -qualunque cosa questo nome così generico possa significare- e Big Maybelle affondava le proprie radici nel Rhythm & Blues, mentre Jerry Lee Lewis seppe creare qualcosa di nuovo, a cui in seguito si ispireranno generazioni di cantanti rock 'n' roll e rockabilly.

In fondo, Jerry Lee non aveva bisogno di scrivere canzoni perché -come ben aveva compreso Sam Phillips- lui di fatto riscriveva ogni pezzo che interpretava, cambiando spesso il tempo, la velocità, la chiave, il fraseggio e a volte anche il testo.

O, come nel caso di "Whole Lotta Shakin' Goin' On", inserendo una parte parlata, quando si dimenticava le strofe originali...

Per le allusioni sessuali -e, forse ancor di più, per la carica erotica che tutto il brano lasciava trapelare- il disco venne proibito in diverse città e non poté essere trasmesso da alcune stazioni radiofoniche..

Comunque, a lanciare definitivamente "Whole Lotta Shakin' Goin' On" e Jerry Lee Lewis ci pensò una sua apparizione televisiva nell'estate del 1957 allo Steve Allen's Show, che potete trovare come ultimo video odierno.

Vi lasciamo immaginare l'impatto che questa performance poté avere sulle tranquille famigliole americane dell'epoca...






domenica 2 novembre 2014

Sun 259: "Crazy Arms" e "End of the Road" di Jerry Lee Lewis

Quando Jerry Lee Lewis bussò alla porta della Sun Records, aveva alle spalle 21 anni, due matrimoni, un arresto e forti, seppur confuse, aspirazioni religiose.

C'era una cosa, però, che gli riusciva bene: picchiare sugli 88 tasti di un piano e dare sfogo, nel canto, a tutta la propria irrequietezza.

Inevitabile, date queste premesse, che si accendesse una lampadina nella mente di Sam Phillips, che forse si immedesimava nella folle carica, da cui Jerry Lee sembrava spinto.

"Crazy Arms" venne registrata mentre Sam Phillips si trovava in Florida, per la sua prima vacanza, dopo tanti anni di duro lavoro.

Al suo ritorno, gli venne fatta ascoltare la registrazione di Jerry Lee e Sam Phillips, che da qualche tempo pensava a nuovi timbri -oltre a quello della chitarra, ormai imperante nel suo Studio- rimase subito colpito dal suono del piano che, con il solo accompagnamento della batteria e di un contrabbasso praticamente impossibile da udire, risaltava particolarmente incisivo.

Jerry Lee ritornò negli studi della Sun Records per la registrazione della flip side e questa volta la scelta cadde su "End of the Road", un motivo che era già in circolazione da tempo, ma che il giovane Lewis rielaborò da par suo.

Questo singolo -pur non scalando le classifiche- vendette comunque discretamente e ciò permise a Jerry Lee Lewis di iniziare un ciclo di Serate, che culminarono con il Big D Jamboree di Dallas.

E fu proprio durante questo periodo on the road, che Jerry Lee iniziò a creare quel suo personaggio on stage, che lo avrebbe reso immediatamente riconoscibile nei decenni successivi.

Ecco, ad esempio, una versione di "End of the Road" di molti anni successiva, in cui The Killer è ancora in grande forma!

Noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo dal vivo al Summer Jamboree del 2007 e ricordiamo con entusiasmo la grande energia che pur sempre emanava da quel corpo, provato dagli anni e... da qualche eccesso!